Implantologia

Cenni storici

 

Cinquant'anni fa, il chirurgo e ricercatore svedese P.I. Branemark ha scoperto il fenomeno dell' osteointegrazione, ovvero la connessione diretta tra l'osso vitale e la superfice in titanio puro di un impianto. Utilizzando un intervento in due fasi chirurgiche ed una tecnica atraumatica, Branemark ha dimostrato che questa connessione tra osso e titanio è in grado di conferire un ancoraggio stabile e duraturo, che può essere utilizzato per supportare protesi dentali.

 

Prima dell'avvento di tale tecnica, gli impianti dentali erano caratterizzati da risultati incostanti e frequentemente dovevano essere rimossi entro cinque anni. Dal 1965, migliaia di pazienti sono stati trattati con successo, prima in Svezia e successivamente nel resto del mondo, utilizzando impianti osteointegrati secondo il sistema Branemark. Questo metodo è stato introdotto in Italia per la prima volta nel 1984.

 

La Tecnica

 

L'inserimento degli impianti, fase chirurgica, consiste nel posizionamento di uno o più impianti nelle zone edentule delle ossa mascellari. Dopo l'inserimento, i tessuti gengivali vengono suturati nella loro posizione originale in modo tale che gli impianti rimangano totalmente o parzialmente sommersi. La prima fase chirurgica viene generalmente seguita ambulatoriamente in anestesia locale, ma a richiesta del paziente può essere eseguita anche in anestesia generale.

Un periodo di guarigione di circa 2 mesi nella mandibola e di 3 mesi nel mascellare superiore è necessario per ottenere l'osteointegrazione dell'impianto.

La ricerca scientifica in continua evoluzione ha recentemente permesso di utilizzare immediatamente gli impianti (cosiddetto carico immediato): in casi selezionati è oggi possibile in un'unica seduta posizionare gli impianti nell'osso, avvitarvi i monconi e porre su questi i denti provvisori. Il paziente che arriva nello studio privo di alcuni elementi o con una protesi mobile, può uscire nella stessa giornata con i suoi denti fissi, e iniziare subito a utilizzarli masticando !

 

Le complicanze delle protesi supportate da impianti osteointegrati sono rare, ciò nonostante si possono verificare negli anni alcuni inconvenienti di carattere infiammatorio o meccanico.

In caso di non adeguata applicazione delle necessarie manovre domiciliari di igiene orale gli impianti, come i denti naturali, possono andare incontro a fenomeni di infiammazione causati dalla placca batterica e dal tartaro.

Le infezioni batteriche (perimplantiti) non trattate possono progredire fino alla perdita dell'impianto.

Per prevenire questa complicanza sono necessari controlli professionali periodici e un'igiene orale domiciliare adeguata.

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